U
 

UDITO.
Alla nascita il bambino ha scarsa capacità discriminativa tra suoni alti o bassi, mentre è stimolato dalla loro durata (se superiore a 5-15 secondi).
Il suono ritmico viene più ascoltato del suono isolato (infatti sono ritmiche le ninne-nanne che si cantano per calmare il bambino quando piange).
La percezione uditiva è strettamente collegata con il linguaggio: a 3 mesi il bambino vocalizza quando sente una voce familiare e vorrebbe risponderle.

UNGHIE DELLE MANI.
È importante che i genitori taglino frequentemente le unghie delle mani ai bambini. Possono farlo anche più volte la settimana, perché i bambini devono avere sempre le unghie corte, infatti in caso contrario rischiano di graffiarsi il viso ma, soprattutto nel bambino piccolo provocarsi anche un'abrasione a livello dell'occhio. Il consiglio è di controllare le unghie ai bambini periodicamente almeno due volte la settimana o più spesso se ci si accorge che al bambino crescono più rapidamente. Quelle dei piedi che nel bambino crescono più lentamente è bene tagliarle a settimane alterne.

UREA BREATH TEST.
Non c’è motivo di usare il termine inglese perché in italiano si traduce: esame respiratorio (urea marcata per la diagnosi di  helicobacteriosi).

USTIONE.
E’ unna situazione in cui gli adulti devono sapere subito
Che cosa fare
Primo intervento: Spegnere il fuoco, allontanare i liquidi bollenti o staccare la corrente elettrica, subito dopo togliere gli indumenti bruciati o carbonizzati o comunque surriscaldati ,infine togliere tutti gli accessori che stringono, per esempio anelli, orologi, braccialetti, perché dobbiamo immaginare che la parte ustionata rigonfi e dopo si potrebbero creare problemi seri.
Secondo intervento: I danni provocati dall’ustione si determinano perché si ha un surriscaldamento della pelle e dei tessuti interni. Per ridurre al minimo questi danni, sarà opportuno abbassare la temperatura nel modo più veloce possibile, per circoscrivere gli effetti lesivi. Per fare questo la cosa migliore è di mettere la parte ustionata sotto l’acqua corrente fresca o, se non è possibile, immergerla in una bacinella contenente acqua fredda, da sostituire frequentemente.
Terzo intervento: Proprio per disperdere il calore non si dovrà applicare sopra la zona ustionata nulla che potrebbe “sigillare” il calore all’interno. Perciò non si devono usare  pomate (nemmeno se riportano l’indicazione che vanno usate in caso di ustione), olio, farina, patate…. Non va usato nemmeno il ghiaccio, infatti potrebbe determinare danni da freddo.
Quarto intervento: Effettuati, con i tre punti precedenti, le operazioni più urgenti, si deve ora garantire la massima pulizia della zona ustionata. La pelle infatti è ricoperta da una barriera protettiva, formata soprattutto da acqua e grassi. L’ustione interrompe questo “mantello protettivo” perciò con facilità può essere attaccata da agenti infettivi.. Per questo è opportuno coprire la parte ustionata con una garza sterile o in mancanza con un tessuto pulito.
Quinta intervento: L’ustione è grave se interessa il volto, il collo, le pieghe della pelle (ascelle, gomiti, ginocchia, angolo fra coscia e addome, il palmo della mano, la pianta dei piedi o la zona genitale), oppure quando la zona ustionata ha un’estensione equivalente alla superficie della mano di un adulto, inoltre quando il bambino ha brividi, febbre o difficoltà a respirare.In questi casi  si deve contattare subito un medico.

La prevenzione

Il luogo dove fare maggiore attenzione è la cucina. Ricordiamo che il bambino già superato l’anno di età inizia a spostarsi in modo autonomo, molti sanno camminare, tutti si sanno spostare o gattoni (a 8 mesi) o sorreggendosi ai mobili. Per questo già dall’età di 8 mesi i genitori devono modificare le strutture della cucina e i loro comportamenti in modo da allontanare i liquidi bollenti e gli oggetti roventi dalla portata dei bambini. Quando le pentole contengono dei liquidi caldi (pensiamo alle minestre o al latte) vanno tenute lontano dal bordo dei mobili. Attenzione allo sportello del forno e al ferro da stiro. Non si dovrebbe mai fumare negli ambienti frequentati dai bambini, comunque chi ha questa pessima abitudine (oltre che raccomandargli di smettere di fumare) almeno che faccia attenzione a non lasciare mozziconi accesi in giro. Un’altra utile precauzione è di sistemare il proprio impianto di riscaldamento in modo che dai rubinetti esca acqua non eccessivamente calda, perché se il bambino sbaglia a miscelarla potrebbe ustionarsi le mani. Si deve fare particolare attenzione proprio d’inverno quando il termostato delle caldaie, quando fornisce acqua calda sia all’impianto di riscaldamento che all’acqua corrente, potrebbe gettare addosso alle mani del bambino acqua bollente determinando ustioni.


Da ricordare
- Togliere tutti gli accessori che stringono( anelli,braccialetti,orologi)
- Mettere la parte ustionata sotto il rubinetto dell’acqua corrente o in una bacinella  di acqua fredda
- Non applicare e sulla parte ustionata pomate o altri rimedi “naturali”(olio,ghiaccio,.patate,.monete……)
- Mantenere la massima pulizia della zona lesionata.
- Non perforare le vescicole piene di liquido presenti nella parte ustionata.

UTERO IN AFFITTO.
L’utero non è un’incubatrice e il feto, anche se è al buio, partecipa, negli ultimi 4 mesi di gestazione alla vita del mondo esterno. Questa attività del feto è così ricca e importante che negli ultimi anni si è sviluppato un nuovo settore della psicologia, quello della “psicologia prenatale”.
La voce della mamma
Il feto ha un ruolo attivo durante la permanenza dell’utero, per esempio fin dalla 28ª settimana di gestazione, si è già sviluppata la corteccia cerebrale, per cui il feto riconosce la voce della mamma e, quando la sente, inizia a succhiare, respira più forte e il cuore gli batte più velocemente, ma questo non avviene quando sente una voce femminile anche se di tonalità e intensità simile a quella della mamma.
Se la mamma parla con altre donne, al feto aumentano il battito del cuore e la velocità del respiro, inizia a succhiare e si muove di più solo quando parla la mamma, ,mentre riduce l’attività quando sente la voce delle altre.
Se la mamma sta zitta e il bambino ascolta altre voci femminili, dimostra preferenza, cioè ha un aumento dei movimento, della velocità del respiro e di battiti del cuore, quando sente parlare nella stessa lingua della madre.
L’odore della mamma
È vero che durante la vita intrauterina vive al buio in mezzo la liquido amniotico, ma ne riconosce l’odore, per esempio quando varia a seconda dei cibi assunti dalla madre.
Il bambino imparerà così a riconoscere l’odore della propria madre e a distinguerlo da quello delle altre donne e ricercherà questo odore familiare anche nel latte al seno, che dovrebbe costituire l’unico alimento da assumere nei primi sei mesi di vita.
La permanenza in utero costituisce perciò il primo apprendimento del bambino e tutte le cose imparate e memorizzate serviranno soprattutto nelle prime ore dopo la nascita, cioè arrivato nel “nuovo mondo”, infatti il neonato, appena apre gli occhi, cerca subito il volto e lo sguardo della madre e muove la bocca perché vuole succhiare per avere un primo contatto ed è per questo che oggi, a differenza del passato, il bambino viene dato subito in braccio alla mamma ancora prima di fargli il bagnetto.
Come fa il bambino a riconoscere la madre dal momento che non l’ha mai vista? Ne ricerca l’odore che conosce, quello del liquido amniotico, dove lui ha vissuto fino al momento della nascita e solo dopo due o tre giorni imparerà a riconoscer l’odore della pelle del torace, che lo guiderà per tutta la fase dell’allattamento. Questo  odore è così importante che oggi, a differenza del passato, si consiglia alle mamme che allattano di lavarsi il seno solo una volta al giorno e di non usare saponi o profumi.
Allora ci si domanda: visto che il neonato viene guidato dall’odore della mamma, come si fa a introdurre la “nuova mamma”, o ancora come si fa a fargli imparare la voce della “nuova mamma” diversa da quella che ha memorizzato durante la vita intrauterina, anche se l’unico punto comune è la stessa lingua?
L’utero non è un’“incubatrice”, infatti le condizioni che il bambino vi trova all’interno condizioneranno non solo il peso alla nascita, ma ne influenzeranno anche tutto l’accrescimento in peso, durante il primo anno di vita e per la lunghezza questa influenza durerà ancora per i primi due anni, cioè che si è trovato bene all’interno dell’utero peserà di più per tutto il primo anno di vita e sarà più lungo per i primi due anni rispetto alla media dei coetanei.

UVA.
L’uva piace a tutti, soprattutto perché è dolce, infatti è il frutto che contiene più zuccheri (15,6 grammi in 100 grammi), circa il triplo delle pesche (6,1) e il 50% in più delle prugne (10,5) e dei fichi (11,2). Solo le banane quasi l’uguagliano (15,5 grammi). Ai bambini l’uva piace molto, infatti è al terzo posto fra i frutti più graditi, dopo cocomero e fragole. Per loro c’è un motivo in più di gradimento, infatti si mangia con facilità, senza doverla masticare troppo (sono sempre così “indaffarati” che cercano sempre di inghiottire nel minor tempo possibile), in più, soprattutto quelli che hanno meno di 7/8 anni preferiscono mangiare cibi di cui possano riconoscere bene la forma, perché non sono ancora capaci di eseguire ragionamenti complessi e l’acino dell’uva è l’ideale perché si mette in bocca così com’è.
l   Occhio alle calorie. Purtroppo l’uva ne contiene molte, 61 ogni100 grammi, mentre le prugne 42. il melone 33, le albicocche 28, le pesche 27 e il cocomero 15. il rischio è che di uva, proprio perché piace molto, se ne mangi sempre in abbondanza. Un grappolo di medie dimensioni pesa circa 800 grammi e con facilità se ne mangiano 300-350 grammi, introducendo, senza accorgersene, circa 200 calorie. Non lasciamoci, perciò, prendere per la gola, infatti, anche se la linea ora interessa meno, perché sta terminando la stagione dei costumi da bagno, il rischio del soprappeso, nelle società industrializzate, è sempre in agguato per tutti.
l   Uva al giusto pasto. L’uva perciò va mangiata come frutta, ma tenendo conto che fa introdurre molti zuccheri e calorie: si sa che ad ogni pasto si deve mangiare la frutta, ma l’uva è sufficiente, da sola, anche per la merenda, lo spuntino a metà mattinata e, soprattutto per chi è più svogliato, è un’ottima idea anche per la prima colazione, integrata per esempio con dei cereali, come pane, fette biscottate.
l   Uva mai da sola. Talvolta viene proposta la “dieta dell’uva”, ma non va bene, perché è vero che l’uva è ricca di zuccheri, fornisce energia sotto forma di calorie e contiene minerali e vitamine, ma, il discorso vale per tutti i cibi, gli alimenti vanno ruotati, cioè si deve introdurre una varietà di cibi, perché, ruotati opportunamente, permettano all’organismo di introdurre tutti i principi nutritivi di cui necessita. Introdurre eccessivamente un solo tipo crea un eccesso di alcuni principi nutritivi a scapito di altri.

 
 
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